ACQUA E FARINA

LUGANO, SVIZZERA

Acqua e Farina, sita in una galleria commerciale nel centro di Lugano, è un’istituzione per la pizza napoletana in Svizzera. Molto carino e accogliente il locale, ricco di piante, lampade e foglietti con frasi scritte in napoletano che pendono dal soffitto del simil-dehor. Gentile e sorridente il personale, ma l’attesa è stata un po’ lunga, anche perché il locale era gremito nonostante fosse un martedì all’ora di pranzo, indice del successo di questa pizzeria.

La marinara è abbastanza piccola, perfettamente rotonda e dalla forma un po’ a canotto, anche se non in modo così vistoso come in altri locali che propongono la pizza contemporanea. L’impasto è di altissima qualitĂ : fragrante in superficie e morbido all’interno, con un cornicione perfettamente alveolato, ma purtroppo gravosamente bruciato in molti punti. L’amarezza di queste parti va a rovinare in parte l’esperienza generale, e un problema ulteriore è che anche quando non è bruciato, il cornicione risulta un po’ insapore e tutto sommato noioso da mangiare – un problema tipico delle pizze a canotto in cui, forse, di cornicione ce n’è un po’ troppo. A contrastare il totalitarismo amaro e insapore del cornicione c’è una resistenza rossa e speziata che parte dal centro della pizza: il connubio tra pomodoro, aglio e origano è spettacolare, e stranamente è proprio l’origano a dominare. Se altrove il dominio dell’origano è sinonimo di uno strato ruvido, melmoso e amaro che rovina la pizza, qui la spezia è dosata e integrata perfettamente con tutto il resto, per un gusto che ci afferra per la gola e ci trasporta verso sogni inesplorati. Altri cenni di resistenza arrivano dalle foglie di basilico, che donano una freschezza notevole e piacevole alla pizza. Il problema è che in questo modo la pizza stessa diventa un campo di battaglia in cui l’unione ribelle e pungente tra origano e pomodoro si scontra contro la croccante amarezza del cornicione e la mediterranea freschezza del basilico. Purtroppo a vincere non è la pizza, dato che ognuno di questi elementi cerca di sopraffare e distruggere l’altro invece di unirsi per creare un piatto perfetto. Dialogo e neutralitĂ , proprio come nel caso della Svizzera, avrebbero certamente giovato. I prezzi sono svizzeri, 13 euro, ma li accettiamo anche perchĂ© l’acqua è gratis e il coperto non si paga.